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La storia di RZ nella memoria di papà Renzo

Io e Anna ci siamo sposati nel 1958.
Mio padre Giuseppe era il “sertùr”, confezionava abiti su misura e li portava a domicilio con la sua bicicletta ai clienti sparsi nei vari paesi della valle.
Dei quattro figli ero io l’ erede del mestiere. Anche io facevo orli, tagliavo e cucivo ma non condividevo la sua stessa passione per la sartoria.
Anna, che ha sempre fatto tutto per passione, lo sapeva bene. Senza ispirazione non si può vivere: occorreva reinventarsi insieme il futuro.
Mentre ancora facevo il sarto, c’era un orefice “occasionale” a Casazza in un negozietto di piazza S.Lorenzo.
Andava e veniva senza continuità e un giorno non ha più alzato la serranda.
Aveva però una sua clientela che chiedeva conto a noi, vicini di negozio…”avevamo ordinato una catenina…ci doveva procurare un orologio”.
Ed è scattata la scintilla creativa di Anna.
Avevamo un’amica orefice a Lovere disposta a farci da fornitore.
Abbiamo liberato il tavolo da stoffe, forbici e filo di refe per far spazio ad orologi, anelli e braccialetti.
Il primo negozio era aperto: Orologeria Oreficeria Rudelli e Zambetti.
Di lì una lunga strada ha segnato la nostra storia, a piccoli passi abbiamo costruito giorno per giorno la nostra professione con tenacia e onestà.
Io nei primi tempi facevo anche il benzinaio per sostenere l’impresa e la famiglia che cresceva e nel frattempo “rubavamo il mestiere” frequentando il laboratorio orafo del signor Pizzi di via San Bernardino e altri storici orologiai di Bergamo.
A poco a poco abbiamo conquistato la fiducia di clienti e fornitori e abbiamo costruito la nostra professione di artigiani e commercianti.
Dopo il primo negozio di piazza San Lorenzo ci siamo spostati all’incrocio di via Nazionale e poi c’è stato il lungo felicissimo periodo di Palazzo Bettoni, in cui negozio e casa erano un tutt’uno, dove i fornitori venivano per il lavoro e finivano per restare a pranzo. Finito il tempo degli affitti e dei traslochi, siamo approdati alla nostra casetta di via Nazionale 49, con la sua poetica fontana e il giardinetto.
E nel frattempo non eravamo più solo noi due a lavorare. Il nostro primo figlio, Beppe, dopo le magistrali ha scelto di studiare ottica e optometria e a diciott’anni aveva un piccolo negozietto di ottica a pochi passi dall’orologeria in cui aveva sistemato lo studio di optometria. La seconda figlia, Silvia, era stata maestra all’asilo del paese e avendo studiato pianoforte al conservatorio aveva poi insegnato musica alle medie, finché anche lei si è unita al negozio.
La “piccolina” , Carmen, dopo il liceo classico si è diplomata in ottica. Ha iniziato a lavorare con Beppe e nel frattempo studiava musicologia e suonava il violoncello…dimenticavo, la musica in famiglia l’ho portata io che ho fatto la scuola Santa Cecilia ed ero organista della parrocchia.
Quanto ad arte però la sovrana indiscussa era Anna, la nostra poetessa!
Il negozio è stato la nostra vita, la vita della nostra famiglia.
Dopo 57 anni è ancora lì, a servire i nostri clienti e a tenerci insieme…
Beh per la verità io ci sono in spirito, mi potete vedere nella foto in facciata intento al mio banchetto a scrutare l’ingranaggio di un orologio con la mia fida lente di ingrandimento.
Ma è solo un diversivo…in realtà li sto tenendo d’occhio!

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